Tra riconoscimento e ostacoli: la lingua dei segni in Svizzera
La lingua dei segni è molto più di un semplice mezzo di comunicazione: è un’espressione di identità, cultura e appartenenza sociale. Nell’intervista con la Federazione Svizzera dei Sordi parliamo dell’importanza di garantire l’accesso alla lingua dei segni e di assicurare una formazione di alta qualità agli interpreti, delle barriere che le persone sorde continuano a incontrare e degli effetti che potrebbe avere il riconoscimento giuridico delle lingue dei segni svizzere.

Intervista di Roman Probst, direttore di PROCOM (a sinistra), con André Marty, SGB-FSS Public Affairs (a destra)
Che importanza ha la lingua dei segni per le persone sorde, al di là della semplice comunicazione?
André Marty:
La lingua dei segni è una lingua a sé stante e a tutti gli effetti. Per molte persone sorde è la lingua (madre) in cui possono esprimersi direttamente, instaurare relazioni e acquisire conoscenze. È strettamente legata all’identità, alla cultura e al senso di appartenenza alla comunità dei sordi.
L’accesso precoce alla lingua dei segni è inoltre fondamentale per lo sviluppo linguistico, sociale, cognitivo ed emotivo dei bambini sordi. È quindi importante che non siano solo i bambini stessi, ma anche i loro genitori e le persone che li circondano, ad avere la possibilità di imparare la lingua dei segni il prima possibile. In definitiva, si tratta del diritto di svilupparsi nella propria lingua e di partecipare alla vita sociale su un piano di parità.
Dove le persone sorde incontrano ancora oggi le maggiori barriere nell’accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi pubblici?
Le barriere sorgono ogni volta che la comunicazione è prevista esclusivamente attraverso la lingua parlata o il telefono. Ciò riguarda, ad esempio, l’insegnamento, i colloqui di lavoro e quelli con i collaboratori, la formazione continua, le visite mediche e ospedaliere, nonché i contatti con le autorità.
Nel settore dell’istruzione, in molti luoghi manca un’offerta bilingue coerente in lingua dei segni e lingua parlata. Nella vita lavorativa, i servizi di interpretariato disponibili sono in parte insufficienti. Nel settore sanitario permangono ancora incertezze su chi debba farsi carico dei costi per gli interpreti della lingua dei segni.
Questi problemi non sono casi isolati. Nel 2025, il servizio legale della Federazione Svizzera dei Sordi ha ricevuto complessivamente 135 segnalazioni di discriminazione. Tuttavia, il numero effettivo potrebbe essere più elevato, in quanto non tutti gli episodi di discriminazione vengono segnalati. È importante sottolineare che a impedire la partecipazione non è la sordità, ma la mancanza di accessibilità.
Che ruolo svolge una buona formazione degli interpreti della lingua dei segni per garantire la partecipazione delle persone sorde alla vita sociale?
Gli interpreti professionisti della lingua dei segni permettono alle persone sorde di accedere alle informazioni e alle conversazioni su un piano di parità, per esempio sul posto di lavoro, a scuola, in ospedale, in tribunale o quando devono rapportarsi con le autorità.
A tal fine è necessaria una formazione di elevata qualità, un’ottima padronanza della lingua dei segni e della lingua parlata, come pure una solida conoscenza dei diversi ambiti specialistici e delle situazioni comunicative. Altrettanto importanti sono i principi etici della professione, quali la neutralità, la riservatezza e la trasmissione precisa dei contenuti.
Tuttavia, una buona formazione non basta. È necessario anche un numero sufficiente di professionisti e un finanziamento affidabile dei loro incarichi. Allo stesso tempo, gli interpreti non devono essere considerati un sostituto delle offerte dirette in lingua dei segni. Quando possibile, le persone sorde dovrebbero ricevere informazioni e servizi direttamente nella loro lingua.
L’attuale offerta di interpreti della lingua dei segni è sufficiente? E l’accesso ai loro servizi è adeguatamente finanziato?
No, oggi non è possibile soddisfare in modo affidabile tutte le domande. In particolare, in caso di incarichi richiesti con breve preavviso, in orario serale o in ambiti specialistici, può essere difficile trovare interpreti qualificati e disponibili. Allo stesso tempo, il finanziamento varia a seconda dell’ambito di vita ed è in parte poco chiaro. Nel mondo del lavoro, le prestazioni finanziate dall’assicurazione invalidità sono limitate. Nel settore sanitario manca ancora una regolamentazione chiara e uniforme in materia di copertura dei costi.
Una partecipazione paritaria presuppone che le persone sorde abbiano accesso a servizi di interpretariato professionali quando ne hanno bisogno. A tal fine, è necessario disporre di un numero sufficiente di professionisti qualificati, di modelli di finanziamento affidabili e di un’adeguata possibilità di scelta. Non tutti gli interpreti, infatti, sono adatti a ogni settore specialistico e a ogni situazione comunicativa.
A che punto è oggi il riconoscimento giuridico delle lingue dei segni e quali cambiamenti potrebbe comportare?
La lingua dei segni della Svizzera tedesca (DSGS), la langue des signes française (LSF) e la lingua dei segni italiana (LIS) non sono ancora riconosciute giuridicamente a livello federale. Sarebbe quindi errato parlare già di un riconoscimento a livello nazionale.
Dal punto di vista politico, tuttavia, la questione ha fatto passi avanti. Nel gennaio 2026, la Commissione per la scienza, l’istruzione e la cultura del Consiglio nazionale ha deliberato l’elaborazione di una legge autonoma sulle lingue dei segni. Si tratta di un passo importante, ma non ancora di una decisione definitiva. Il processo parlamentare è solo all’inizio.
Un riconoscimento effettivo chiarirebbe che le lingue dei segni non sono semplici strumenti di supporto legati a una disabilità, ma lingue a sé stanti. Tuttavia, è fondamentale che il riconoscimento sia accompagnato da diritti e misure concrete. Una semplice frase simbolica inserita in una legge non basta a cambiare la vita quotidiana.
Quali cambiamenti sarebbero necessari nella politica, nell’istruzione e nella società affinché la lingua dei segni diventi una realtà scontata e sia riconosciuta su un piano di parità?
Il prossimo passo è garantire un riconoscimento effettivo delle lingue dei segni. Tale riconoscimento dovrebbe non solo sancire ufficialmente le tre lingue dei segni svizzere, ma anche promuoverne l’uso, l’insegnamento e l’ulteriore sviluppo.
È particolarmente importante garantire ai bambini sordi e alle loro famiglie un accesso precoce alla lingua dei segni. Ciò comprende corsi di lingua dei segni finanziati per i genitori, offerte formative bilingui a tutti i livelli e un numero sufficiente di insegnanti e interpreti qualificati nella lingua dei segni.
Inoltre, sono necessarie norme chiare che garantiscano una comunicazione senza barriere nel settore sanitario, presso le autorità, nell’istruzione e sul posto di lavoro. Il nostro obiettivo sarà raggiunto quando le persone sorde non dovranno più spiegare e giustificare, ad ogni appuntamento, il motivo per cui hanno bisogno di accedere alle informazioni e alla comunicazione nella lingua dei segni.